Ambiente

A Nuenen, in Olanda, è stata inaugurata una meravigliosa pista ciclabile che ripropone la magia dei motivi e dei colori accesi dei quadri del pittore Van Gogh.

La Van Gogh-Roosegaarde, dedicata al pittore maledetto dallo Studio Roosegaarde che l’ha progettata, propone un percorso ciclabile, che si snoda per la lunghezza di un chilometro, e la cui caratteristica principale è il motivo geometrico a vortice, tipico della sua pittura. Ma la vera particolarità la si può ammirare di notte quando la pista ciclabile si illumina, grazie alla vernice speciale con cui è stata realizzata e che immagazzina la luce nel materiale fosforescente.

La vernice fosforescente, è un prodotto contenente un pigmento molto particolare che possiede la proprietà di “caricarsi” accumulando energia luminosa, qualora esposto alla luce solare o artificiale, ed è poi in grado, nelle ore di buio, di riemettere nell’ ambiente, l’energia precedentemente assorbita sotto forma di luminescenza.

L’emissione di luminescenza è completamente autonoma al variare della luminosità dell’ambiente esterno. La sua durata varia in relazione del tipo di pigmento presente da pochi minuti a molte ore. Il tutto accompagnato anche da un sentiero di led incorporati nel percorso, che si illuminano grazie ai vicini pannelli solari. L’idea geniale è dello Studio Roosegaarde. Uno studio innovativo che si occupa di social design, noto per le sue esplorazioni dove confluiscono persone, arte, spazi pubblici e tecnologia.

I rifiuti organici biodegradabili, che produciamo ogni giorno nel nostro ciclo di alimentazione e di produzione, sono la base per il processo di decomposizione che prende il nome di compost. Le sostanze che decomponendosi formano il compost sono i materiali organici biodegradabili che si suddividono in umidi e secchi.

Umidi | scarti di frutta, verdura, pane ammuffito, ossa di animale, gusci d’uova, lettiere biodegradabili  di animali erbivori, filtri del tè e fondi del caffè.

Secchi | foglie secche, segatura, paglia, rametti, trucioli e cortecce, carta comune e carta da cucina, cartone, tessuti 100% naturali.

Il compostaggio contribuisce a risolvere il problema dei rifiuti, diminuendo del 30-40 % la quantità di spazzatura da smaltire, con il taglio significativo di tutti i costi economici e ambientali connessi.

Contribuisce a ridare fertilità al suolo tramite una rigenerazione naturale, priva di concimi chimici. In città il compostaggio, per chi ha a disposizione uno spazio adatto per farlo, oltre ad un’accurata raccolta differenziata, dovrebbe diventare l’imperativo di ogni cittadino consapevole. Scarica l’Almanacco e vedi come fare.

Una giovane start-up ad Amsterdam ha creato il TreeWiFi, piccole casette (ricordano i nidi fatti dai bambini per gli uccellini) che misurano l’inquinamento atmosferico, rendendo visibile il livello d’inquinamento raggiunto attraverso una luce led di stato.

I dati vengono inviati ad un elaboratore che li rende pubblici attraverso questa luce led e quando la qualità dell’aria migliora (all’interno della zona interessata) la piccola casetta permette la condivisione di una connessione internet con tutti quelli presenti in strada. Gli utenti che si connettono alla rete, prima di poter usufruire della connessione, ricevono consigli pratici su come migliorare la qualità dell’aria. Il progetto fa della sua economicità e praticità il punto di forza.

Proprio il fatto di essere economico come investimento è facilmente riproducibile in tante zone della città. Il progetto nasce da un’idea del designer Joris Lam ed è stato sviluppato grazie ad una borsa di studio dell’Awesome Foundation Amsterdam nel 2016. Il tutto è ancora in fase di sviluppo e si basa sul crowfounding con cui sostenere e sviluppare ulteriormente le altre unità per la rivelazione dell’inquinamento.

Le reazioni da parte del governo e della cittadinanza sono state positive, anche grazie all’insolito design scelto per queste centraline ecologiche. Joris Lam spera di installare almeno 500 unità nella città di Amsterdam, e che questo sia il trampolino di lancio anche per installazioni in altre città europee interessate ad approfodire e sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi sul problema dell’inquinamento ambientale.

Se un albero cade nella foresta, se una cascata d’acqua gorgoglia in lontananza, se qualsiasi rumore o suono viene prodotto tra le conifere estoni c’è una buona possibilità di poterne ascoltare il risultato grazie ad una magnifica creazione di un gruppo di studenti di architettura d’interni dell’Accademia Estone. Ragazzi e ragazze hanno ideato e poi realizzato tre megafoni giganti di legno che hanno trasportato e installato in un bosco nelle vicinanze della loro Accademia. Realizzati a forma conica tronca con legname della zona hanno un diametro massimo di tre metri.

La forma, il materiale, l’inclinazione interna servono a convogliare e ad amplificare i suoni prodotti all’interno o quelli che attraversano i megafoni lasciati spogli in mezzo al bosco. Immersi nei boschi le tre strutture in legno possono, oltre a riprodurre naturalmente ogni suono che passa attraverso di loro, accogliere i visitatori al proprio interno per godere di un’esperienza unica. Quindi possono diventare dei piccoli palcoscenici in cui suonare o decantare delle odi.

Oppure accogliere per la notte degli esploratori in cerca di un ritrovo intimo e in armonia con la natura circostante.

L’Estonia ha enormi foreste, che la ricoprono per circa il 45%, costituendo di fatto la risorsa naturale principale. In questi territori, dopo l‘indipendenza dalla Russia, l’attivismo ambientale ha avuto un ruolo determinante ed è stato il motore dell’innovazione e della diffusione di nuove tecnologie nel pieno rispetto ambientale.