Arte

arte e installazioni visive, performances

Ygor Marotta e Ceci Soloaga proiettano disegni, poesia e animazione su qualsiasi superficie. Pedalando sui loro tricicli (suaveciclos), dotati di computer e proiettore vanno in giro per le strade a dipanare storie fantastiche e illuminare la notte brasiliana.
 
Hanno realizzato quattro short films (corti cinematografici) basati su disegni fatti a mano libera che prendono vita grazie all’animazione digitale. Fanno seminari con i bambini a cui lasciano la libertà di disegnare i loro personaggi immaginari o preferiti. In seguito loro li rielaborano e danno vita a gioiose sequenze filmiche che proiettono sui muri dei palazzi in giro per le città di tutto il mondo.
I personaggi volano e corrono sulle strade, in diversi paesaggi, interagiscono con il contesto reale, prendono vita grazie ad un’app e animano a loro volta i muri delle città. Le animazioni sono create su misura per ogni ambiente, addirittura modificate in diretta grazie alla strumentazione che permette ai due artisti di realizzare le splendide performance che hanno portato in tutto il mondo, dalla Spagna, alla Russia, alla Cina.
Le installazioni offrono uno spazio dove l’immaginazione può correre libera tra i disegni che prendono corpo grazie al video mapping. Vi consigliamo di guardare il loro sito che è ricco di materiale e se vi riesce di intercettarli per le vie del mondo non lasciateveli scappare.

Shodo, la parola è formata da due ideogrammi che significano rispettivamente arte della scrittura e via, percorso morale, insegnamenti di vita. E’ ancora oggi una disciplina artistica e morale che richiede un lungo apprendistato ed un esercizio continuo. In Giappone la calligrafia e la pittura fanno entrambe parte del bagaglio dell’artista sia perché fondate sugli stessi principi estetici sia perché usano i medesimi strumenti e si pongono gli stessi obiettivi: la padronanza del tratto, l’immediatezza del gesto, la continuità del ritmo, il controllo della forza impressa sul pennello senza la possibilità di fare ritocchi o correzioni, la creazione di segni e composizioni dall’equilibrio “interiore”.

LA FILOSOFIA SHODO

Lo Shodo è strettamente legato al gusto estetico giapponese espresso dal termine Shibusa e rappresentato dai due valori estremi della sensibilità nipponica quali: la sobrietà e l’esuberanza. Nel senso più ampio, Shibusa, significa semplicemente di buon gusto. Nella sua forma più ristretta, può essere tradotto come tranquilla, sobria, raffinatezza. Con il tempo l’insegnamento del buddismo zen ha rafforzato la preferenza per la semplicità secondo cui le cose, anche se bellissime, sono solo temporanee e andrebbero abbandonate in favore di una vita austera di rinuncia, condizionando fortemente i valori estetici comuni ed in particolare lo sviluppo di quelli legati alla calligrafia. 

Lo Shodo, così, si è evoluto in una forma espressiva che si allontana molto dall’essere semplicemente artistica divenendo profondamente spirituale, soprattutto dopo che i monaci zen lo adottarono come vero e proprio esercizio di meditazione. A differenza della calligrafia occidentale, molto legata alla forma estetica ed in qualche modo relegata alle occasioni formali, lo Shodo è una vera e propria esperienza mistica sia per chi lo esegue sia per chi lo guarda.

 
LO ZEN E LA CALLIGRAFIA

Secondo lo spirito zen la missione della calligrafia, e’ aiutare le persone a raggiungere una miglior sintonia con la parte più profonda del loro essere, cercando di operare un cambiamento positivo che le renda più consapevoli di se stesse e delle proprie emozioni e che gli permetta di comunicare attraverso la scrittura questo passaggio interiore. L’obiettivo è quello di eliminare il proprio ego attraverso lo studio e la pratica. 

La non mente della zona, e’ un concetto del Buddismo zen, che consente di trasmettere l’energia attraverso il proprio essere al pennello, per creare shodo che incorporino i valori universali della Legge Suprema. In questo senso lo shodo può essere paragonato alla musica. Lo scritto e’ come una partitura e il calligrafo come un musicista: ognuno cerca di comprendere lo spartito per produrre un’interpretazione unica. 

Per scrivere caratteri calligrafici zen che trasmettano veramente un significato profondo, ci si deve concentrare intensamente e immedesimarsi con il significato di quelli che si creano. A tal fine, si deve liberare la mente e il cuore da ogni distrazione e concentrarsi solo sul significato del carattere. Diventare una cosa sola con quello che si crea è in sostanza la filosofia della calligrafia zen.

Nello shodo infatti, il pennello non è un semplice strumento di scrittura ma il mezzo attraverso il quale l’energia dell’autore fluisce dal corpo e attraverso l’inchiostro ed il gesto si fissa sulla carta di riso registrando, come su un sismogramma, gli stati d’animo dell’artista.