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Zayd Menk è uno studente dello Zimbabwe che ha realizzato un modello in scala di Manhattan utilizzando solo componenti di elettronica riciclata. Tutto questo a soli diciassette anni. Iscritto alla scuola d’arte ha fatto suo un progetto per il riciclo di componentistica elettronica, con cui è riuscito a riprodurre in scala l’isola di Manhattan, New York. Il lavoro è incredibilmente accurato e fedele all’originale, In circa tre mesi ha riciclato tutte le parti di: 27 schede madri, 10 schede madri per monitor, 15 batterie, 13 lettori floppy disk, 3 dischi rigidi, 3 schede grafiche, 11 CPU, 6 orologi, 4 schede audio, più colle varie per saldature impiegate nell’assemblaggio di un computer. 

Ha scelto di riprodurre Manhattan perché era affascinato da tutte quelle tipologie diverse di edifici, case, strutture. Ma la cosa ancora più stupefacente è che ha riprodotto tutta l’isola basandosi sulle immagini presenti in rete, su Google Maps e su Wikipedia, non avendo lui mai visto Manhattan. E se non bastasse Zayd ha realizzato tutto questo lavoro con il solo aiuto dell’unico attrezzo che aveva a disposizione, un misero ma onesto seghetto a mano.

La graffetta è un piccolo oggetto di metallo che serve per tenere unite due parti. Nell’uso comune e quotidiano il termine graffetta si riferisce al fermaglio realizzato con un filo di metallo curvato, che grazie a questa forma acquisisce due anse elastiche, che servono a tenere uniti e adesi alcuni fogli di carta in modo non permanente. 

L’invenzione della graffetta è attribuita all’americano Samuel B. Fay; anche se un altro inventore, Johan Vaaler di origine norvegese, ignorando l’esistenza dell’invenzione americana, chiese ed ottenne il riconoscimento del brevetto per lo stesso modello di graffetta. Per tale disguido viene quasi sempre attribuita la paternità dell’invenzione al norvegese.

Dalla sua invenzione avvenuta nel 1889 è forse uno dei pochissimi oggetti che non ha avuto un’evoluzione significativa. Quando ancora non esisteva, per tenere insieme i fogli, si usavano spilli di ferro. La graffetta rappresenta uno dei prodotti industriali, simbolo della rivoluzione industriale che avrebbe cambiato il rapporto di lavoro uomo-macchina. Quando alla fine dell’’800 si sviluppo un metodo per produrre acciaio a basso costo, si realizzarono in tutto il mondo oggetti simili ed atti più o meno allo stesso uso. Da allora è divenuta talmente comune come presenza nei nostri uffici, da non farci più caso. 

Anche se in questa epoca ultra moderna dove tutto viaggia attraverso reti informatiche, computer, tablet, l’uso della graffetta metallica è diminuito, la ritroviamo come forma iconica tutti i giorni quando leggiamo le nostre mail, nello specifico quando andiamo a vedere gli allegati annessi che hanno proprio la forma di una graffetta.

La graffetta nella sua semplicità è sicuramente un oggetto di design che risponde alla funzionalità, alla serialità ed è intrinsecamente gradevole da vedere con le sue forme pulite, lisce e sinuose.